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Sulla costa dell'Oceano Pacifico, a Venice Beach, dove passa una parte dell'anno (nell'altra è a New York o in giro per il mondo), Doug cerca ogni mattina quella sen-sazione. «Quando mi sveglio cammino fino alla riva dell'Oceano e mi fermo lì a guardare, mi piace sapere che di fronte a me c'è solo la linea dell'orizzonte e sentire die-tro le mie spalle tutta la spinta della cultura occidentale, il cammino dall'Europa verso l'East coast, poi l'espansione verso ovest, e alla fine semplicemente questo limite geografico che ferma il tutto. Questo senso di isolamento, la possibilità di un luogo senza storia, è qualcosa che si riflette nelle mie opere: è il senso dell'adesso, del pre-sente».